Modena, omicidio Salvatore Spedicato: fermati due cittadini nigeriani

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carabinieri_automobile

Due persone sono state fermate in queste ultime ore con l’accusa di aver ucciso il maresciallo Salvatore Spedicato, 51 anni, trovato morto venerdì nel suo appartamento di via Barozzi a Modena. Si tratta di due cittadini nigeriani, ora accusati di omicidio volontario e rapina.

Uno dei due avrebbe già confessato, confermando quando sostenuto dagli inquirenti fin dal primo momento: una rapina finita in tragedia. Scrive RaiNews24:

Determinanti, per l’identificazione dei nordafricani, le impronte digitali raccolte sul luogo del delitto e il filmato di una telecamera di sicurezza, in cui si notavano due persone allontanarsi a passo spedito dal condominio mentre trasportavano a mano qualcosa di ingombrante. Era il televisore del maresciallo, lo stesso che gli investigatori coordinati dal pm Enrico Stefani hanno ritrovato questa sera in un appartamento poco lontano dal luogo del delitto insieme ad altri suoi effetti personali.

La dinamica non è stata ancora ricostruita con precisione, ma l’ipotesi più probabile è che il maresciallo abbia aperto la porta ai suoi assassini, probabilmente senza immaginare quali fossero le loro reali intenzioni.

Da lì, questo punto è ancora da chiarire, sarebbe nata una colluttazione conclusasi con l’omicidio del militare, raggiunto da alcuni fendenti in testa e una coltellata alla gola.

Oltre ai due assassini è finito in manette anche un altro nordafricano, accusato soltanto di ricettazione.

Via | ModenaOnline
Foto | ©TMNews

Modena, omicidio Salvatore Spedicato: fermati due cittadini nigeriani é stato pubblicato su crimeblog alle 15:21 di domenica 20 maggio 2012.






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Sgarbi inopportuno sul terremoto: «La ricostruzione sarà rapida. All’Aquila ci si piange addosso»

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Vittorio Sgarbi

E’ questione di giorni, forse di ore, ho pensato dopo la triste notizia del terremoto in Emilia Romagna, prima che qualcuno faccia qualche paragone sconsiderato con il terremoto dell’Aquila. Ci ha pensato Vittorio Sgarbi, con un intervento quantomeno inopportuno. All’Adnkronos, Sgarbi ha detto, senza mezzi termini:

L’aspetto positivo è che, come nel Friuli, la ricostruzione sarà rapida, mentre nel meridione sarebbe stata una catastrofe. Gli emiliani non staranno certo con le mani in mano, mentre in Abruzzo, all’Aquila si vive d’inerzia, tutto è fermo come all’inizio, si aspetta solo che lo Stato faccia qualcosa e intanto ci si piange addosso.

Una dichiarazione, quella del critico d’arte, che denota non solo il classico pregiudizio nei confronti del sud dell’Italia, ma anche una completa – e preoccupante – mancanza di conoscenza relativamente all’entità del terremoto aquilano e all’operato dello Stato dopo il sisma.

La scossa del 6 aprile 2009, infatti, ha letteralmente paralizzato un capoluogo regionale, distruggendone il centro storico, cuore della vita amministrativa, commerciale, storica della città. E lo Stato è intervenuto, per la prima volta nella storia di un terremoto in Italia, in maniera verticistica e non sussidiaria, imponendosi con una serie imbarazzante di ordinanze che hanno disincentivato l’iniziativa privata, con un’infantilizzazione sistematica della popolazione.

Foto | TM News

Sgarbi inopportuno sul terremoto: «La ricostruzione sarà rapida. All’Aquila ci si piange addosso» é stato pubblicato su Polisblog.it alle 20:26 di domenica 20 maggio 2012.






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Attentato a Brindisi: tutte le piste investigative

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Attentato Brindisi

La pista mafiosa. È stata la prima ipotesi a caldo dopo l’attentato, alimentata soprattutto dalla stampa: il nome della scuola, l’arrivo a Brindisi della carovana antimafia e il vicino ventennale delle stragi del ‘92. Ma l’obiettivo e le modalità dell’attentato non rientrano nel modus operandi della mafia e gli inquirenti, dopo i primi accertamenti, si sono concentrati altrove. Ormai a parlare di questa pista rimangono quasi solo i giornalisti e i politici.

La pista della criminalità organizzata locale. Senza arrivare a parlare di mafia, si potrebbe trattare di un crudele atto delle Sacra Corona Unita. Perché proprio la scuola femminile Morvillo? Due delle ragazze ferite sono figlie di un imprenditore che ha collaborato con Don Ciotti e l’associazione antimafia Libera. Resta comunque il fatto che le modalità non sembrano rientrare in quelle di un’associazione criminale che cerca consenso nel territorio.

La pista politico-mafiosa. Il Fatto quotidiano ha parlato di una “trattativa bis” tra Stato e mafia, alla base dell’attentato. Gli indizi sarebbero il tentato suicidio di Provenzano in carcere e le parole del figlio del boss, Angelo, “violenza genera violenza” che suonano come una minaccia alle istituzioni. Da qui l’ipotesi che la mafia stia cercando di aprire a suon di bombe una nuova trattativa con lo Stato. Al momento non è una pista seguita con attenzione dagli inquirenti.

La pista del terrorismo eversivo. Strategia della tensione, settori deviati delle istituzioni, tutte cose che sembravano far parte del passato e che invece tornano ogni volta che l’Italia vive una situazione di incertezza istituzionale e politica. A parlarne per primo è stato Beppe Grillo, chiedendosi a chi giovi un’azione del genere. Non alla mafia, né alla criminalità brindisina. E allora? Grillo non fa ipotesi, ma poi è arrivata la notizia che gli inquirenti hanno fermato un ex militare.

La pista del folle. Scartato nelle prime ore, è lo scenario che ora sembra più verosimile. Il gesto di un folle, dettato dalla volontà di compiere una strage fine a se stessa, o di vendicarsi per un presunto torto subito (si è parlato perfino di un innamorato respinto). I due sospettati interrogati stanotte avrebbero un alibi, ma pare che l’attentatore abbia azionato le bombe con un telecomando, quindi non voleva colpire nel mucchio (la maggior parte delle studentesse a quell’ora doveva ancora arrivare), ma forse aveva un obiettivo preciso.

Foto | © TM News

Attentato a Brindisi: tutte le piste investigative é stato pubblicato su Polisblog.it alle 13:21 di domenica 20 maggio 2012.






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L’Italia contro la violenza. Bandiere a mezz’asta per tre giorni

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L’Italia ieri si è fermata schierandosi contro la violenza, il terrorismo, la mafia.

Sono state davvero tante le reazioni nelle piazze – per lo più spontanee, e attraverso la rete con i social netwok intasati – dopo l’attentato sanguinoso di ieri mattina nella scuola Morvillo-Falcone di Mesagne, in provincia di Brindisi, che ha provocato la morte di una studentessa di 16 anni.

La natura dell’attentato non è stata ancora precisata. La pista mafiosa è prevalente, ma non si escludono altre ipotesi dietro le esplosioni. Unanimi il cordoglio e le reazioni di sdegno della politica e delle istituzioni.

La nota del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Nello stringersi con affettuosa solidarietà ai famigliari e alla comunità scolastica il Capo dello Stato auspica e sollecita il più rapido ed efficace svolgimento delle indagini volte a individuare la matrice e i responsabili di questo sanguinoso attacco alla convivenza civile”.

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha promesso “fermezza e coesione” dopo la tragedia. Ha quindi disposto l’esposizione di bandiere a mezz’asta per oggi e per i prossimi tre giorni.

Rete degli studenti e Unione degli universitari hanno lanciato una mobilitazione: studenti in piazza con fazzoletti bianchi davanti ai Comuni. “Vogliamo reagire subito, non possiamo stare zitti – dicono -. Qualsiasi cosa farete, non ci fermerete”.

L’Italia contro la violenza. Bandiere a mezz’asta per tre giorni é stato pubblicato su Polisblog.it alle 11:39 di domenica 20 maggio 2012.






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Emilia, terremoto 5.9 Magnitudo, epicentro S.Felice sul Panaro: 4 morti

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Foro Chiesa Mirabello, parte posteriore, distrutta dal terremoto

L’epicentro della scossa di terremoto che ha colpito stamane alle 3,52 ora italiana l’Emilia è stato individuato tra S.Felice sul Panaro, Finale e Crevalcore. Qui i dati dell’INGV.

Si susseguono scosse di assestamento e un primo bilancio conta già quattro vittime. Un operaio a Bondeno morto a causa del crollo di un capannone, due decessi si sono avuti in provincia di Ferrara, mentre a Bologna per infarto è morta una dona 37enne. E’ di questi minuti la segnalazione della morte di una donna centenaria di S.Agostino deceduta a causa del crollo del soffitto della sua abitazione. Ma sono tutte notizie ancora da verificare.

Foto | Roxy Bar Tv su Twitter, Foro Chiesa Mirabello, parte posteriore, distrutta dal terremoto.

Emilia, terremoto 5.9 Magnitudo, epicentro S.Felice sul Panaro: 4 morti é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 12:11 di domenica 20 maggio 2012.






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Animali teneri dormono profondamente

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Animali dormono profondamente

Per parecchi il weekend significa riposare e magari dormire qualche ora in più, rispetto alla settimana di lavoro.

Per oggi, quindi, niente invidia per questi animali addormentati in certi casi abbracciati l’uno all’altro. Giraffe, leoni e anche criceti che stringono un piccolo peloche simile a loro (aww, che tenerezza quella foto…)

Io non so voi ma sono quasi tentato di imitarli e di rimettermi sotto le coperte…

Animali dormono profondamente

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Animali teneri dormono profondamente é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 14:00 di sabato 19 maggio 2012.






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Emanuela Orlandi: monsignor Vergari indagato per concorso nel sequestro

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EmanuelaOrlandi1983

C’è un nuovo indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana di 15 anni sparita il 22 giugno del 1983. Si tratta di monsignor Pietro Vergari, che fino al 1991 è stato rettore della basilica romana di Santa’Apollinare, la stessa in cui si trovava la tomba – riaperta pochi giorni fa – di Enrico “Renatino” De Pedis, lo storico capo della banda della Magliana.

Vergari è indagato per concorso nel sequestro aggravato dalla morte e dalla minore età della vittima. La Procura di Roma ha spiegato che si è trattato di un atto dovuto, proprio a seguito dell’ispezione della cripta della basilica. Tutto, si precisa, è stato fatto nel rispetto delle norme ed era necessario un’iscrizione nel registro degli indagati per chi – è il caso di don Vergari – era responsabile della gestione di Santa Apolinare.

Il numero degli indagati, a questo punto dell’inchiesta, sale a 5. Oltre a monsignor Vergari ci sono Sergio Virtù, autista di De Pedis, gli uomini di fiducia Angelo Cassani e Gianfranco Cerboni e la supertestimone Sabrina Minardi, l’ex fidanzata di De Pedis che ha ricollegato la sparizione della ragazza alla Banda della Magliana.

Foto | ©TMNews

Emanuela Orlandi: monsignor Vergari indagato per concorso nel sequestro é stato pubblicato su crimeblog alle 14:15 di sabato 19 maggio 2012.






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Legge 180, la “riforma” riapre i manicomi?

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Se c’è qualcosa che l’Italia ha fatto bene e diventa esempio da copiare a livello internazionale arriva sempre il “pierino” politico (si fa per dire) di turno pronto a porvi rimedio. Parliamo di salute mentale, di manicomi, di legge 180, legge presa a modello dall’Organizzazione mondiale della Sanità e dall’Unione Europea.

I manicomi sono stati aboliti, proprio in quanto destinati a riprodurre disagio, sofferenza e devianza. Sono stati aboliti perché sono una risposta sbagliata in termini di cura. La legge 180 ha interrotto secoli di abusi e di costrizioni nei confronti di migliaia di persone, private della libertà e della dignità e obbligate all’internamento, limitando a situazioni acute e straordinarie, e con precise garanzie per la persona, la possibilità di trattamento sanitario obbligatorio.

Orbene, con il Disegno di Legge presentato dall’on. Carlo Ciccioli del Pdl per modificare la legge 180, e approvato in commissione sanità alla Camera, sono previsti trattamenti sanitari (psichiatrici) “necessari” TSN, prolungati e attuati contro la volontà del cittadino in strutture speciali.
Un provvedimento che colpisce al cuore la legge 180: se verrà tradotto in legge riapre la buia stagione dei manicomi.

Protesta la Cgil: “Invece di applicare integralmente la legge 180, garantendo finalmente servizi diffusi e aperti, l’assistenza e il sostegno alle persone malate e ai loro familiari, si riaprono i manicomi. Strutture che la riforma Basaglia volle abolire in nome della libertà e del diritto alla cura, con tutta evidenza impossibile in quei luoghi di esclusione e di repressione”.

Che fare? Bisogna reagire per affermare ancora una volta che libertà, dignità e diritti di tutti si garantiscono solo rispettandoli a ciascuna persona, a partire dai più deboli. I partiti sono chiamati allo scoperto. Che si voglia internare qualcuno della casta?

Legge 180, la “riforma” riapre i manicomi? é stato pubblicato su Polisblog.it alle 10:34 di sabato 19 maggio 2012.






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Energia dai virus geneticamente modificati, il piezoelettrico che mette i brividi

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energia virus

Quando da batteri e virus manipolati si ricava una piccolissima scarica elettrica si sprecano le previsioni entusiasta: i cattivi portatori di malattie propagheranno l’energia buona (e malata) del futuro. Stavolta i virus da cui si ricaverebbe l’energia sono innocui per l’uomo, e questo dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, rassicurarci. Sono infatti virus batteriofagi del tipo M13, vivono attaccando i batteri.

I ricercatori dell’Università di Berkeley in California hanno scoperto che sono piezoelettrici, capaci cioè di trasformare gli stimoli meccanici in elettricità. Dallo studio pubblicato su Nature Nanotechnology si apprende che riescono già ad illuminare il display a cristalli liquidi di un cellulare. Inoltre, pensate un po’, è comparso persino il numero 1. Possiamo chiamare l’111, se non altro (?).

Da qui alla produzione di batterie virali ci passa l’ingegnerizzazione dei virus. Una piccola scossa la danno anche le dichiarazioni di Seung-Wuk Lee, una delle firme dello studio:

La biotecnologia ci permette di modificare geneticamente i virus a piacimento.

virus elettricità

A piacimento. Giochini pericolosi. Che non si limitano solo ai virus. Le parole di Wuk Lee richiamano quelle di Randy Lewis, ingegnere genetico che manipolando manipolando ha già incrociato una capra ad un ragno per farle produrre latte di seta. Biologia di sintesi al servizio dell’uomo, perché come Lewis insegna: l’uomo del futuro deve usare le caratteristiche degli animali che più gli aggradano ed unirle per ottenere specie ibride utili alla società, altrimenti che ci stanno a fare le altre specie sulla Terra? Manipolando manipolando qualcosa di buono verrà fuori. Forse.

Certo che viene spontaneo chiedersi perché investire così tante risorse per far comparire un 1 sul display di un telefono modificando geneticamente un virus, quando ci sono potenzialità, ancora inesplorate, in energie meno sommerse e complesse…ma non chiedetelo a me, loro si divertono così… d’altra parte, c’è chi ha proposto persino di modificare geneticamente l’uomo per renderlo più attento all’ambiente. Elogio della follia.

Via | Berkeley Lab
Photo courtesy of Department of Energy’s Lawrence Berkeley National Laboratory

Energia dai virus geneticamente modificati, il piezoelettrico che mette i brividi é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 23:01 di venerdì 18 maggio 2012.






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Cinque cose da sapere sul ddl anticorruzione che rischia di far saltare il governo

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Ddl anticorruzione

Da dove viene e cosa prevede? La prima stesura di un disegno di legge contro la corruzione risale al governo Berlusconi e porta la firma di ben cinque ministri: Alfano, Bossi, Maroni, Brunetta e Calderoli. L’idea alla base era inasprire le pene per i pubblici ufficiali che chiedono o accettano mazzette, ma il ddl non è mai arrivato in porto: è stato discusso in Commissione al Senato e poi approvato in aula, ma poi si è arenato alla Camera, a causa di rinvii e della caduta del governo Berlusconi.

Cosa ha fatto il governo Monti? Il premier, sin dal suo insediamento, ha dichiarato che la lotta alla corruzione è una priorità, anche per l’incidenza sui costi della macchina statale. A dicembre il ministro Patroni Griffi ha promosso una commissione di studio, ma la discussione del ddl, calendarizzata per la fine di febbraio, è stata fatta slittare dal ministro Severino per approfondire i passaggi in Commissione.

Cosa è successo ieri? Il passaggio in Commissione si è rivelato più spinoso del previsto, con il Pdl che è salito sulle barricate con una tattica di ostruzionismo, finora inedita nei rapporti con il nuovo governo. Lo scopo era ritardare la votazione sugli emendamenti. Dopo una sospensione per cercare invano un accordo, è passato un emendamento Pd, con i voti di Idv e Fli e l’astensione di Udc e Lega, che raddoppia le pene per la corruzione per atti contrari a dovere d’ufficio. Apriti cielo, Alfano ha parlato di atto che mette a rischio il governo.

Cosa vogliono i partiti? L’impressione è che i partiti della maggioranza vogliano usare il ddl anticorruzione, così come quello sul falso in bilancio, come merce di scambio o quantomeno come banco di prova per gli equilibri politici. Il Pdl sarebbe disposto a far approvare il disegno di legge così com’è in cambio di un ddl sulle intercettazioni simile a quello che il governo Berlusconi non riuscì a varare. Il Pd vuole tirare la corda finché può sulla questione giustizia, quella più delicata per il Pdl.

Quanto ci costa la corruzione? Non è possibile saperlo con certezza, ma ci sono stime piuttosto attendibili. La cifra che circola, e che è stata ripresa dal presidente della Corte dei Conti Giampaolino è di 60 miliardi l’anno. La cifra è però un’ipotesi fatta a partire da un’analisi europea, che ha stimato la corruzione nell’area Ue in 120 miliardi di euro. L’Italia quindi assorbirebbe il 50% della corruzione di tutta Europa. Troppo?

Foto | © TM News

Cinque cose da sapere sul ddl anticorruzione che rischia di far saltare il governo é stato pubblicato su Polisblog.it alle 18:26 di venerdì 18 maggio 2012.






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